Miranda IM, meglio di Windows Live Messenger.

Dopo un’eternità che uso Skype come programma di messaggistica istantanea ho deciso di avere anche un account MSN per quei pigroni che non usano Skype, e dunque come tanti mi ero scaricato il Windows Live Messenger, ma le cose di casa M$ non mi sono per niente simpatiche, e così mi sono fatto un giretto per il Web (che è una giungla, ricordiamolo) e mi sono imbattuto in un eccellente programmino, ovviamente open source, Miranda IM.

Si tratta di un client per Windows multiprotocollo, Linux è supportato tramite Wine, si possono utilizzare i protocolli di Instant Messaging MSN, IRC, ICQ, AOL, Yahoo! e altri ancora. E’ inoltre estensibile tramite plug-in (basta mettere i file nella cartella ‘Plugin’ del programma) e questo lo rende estremamente configurabile, è estremamente leggero con un’interfaccia molto scarna ma anche molto funzionale. Inoltre offre supporto per conversazioni cifrate tramite il plug-in SecureIM (una miniguida è presente nella vecchia versione dell’estensione), infatti criptare lo scambio di messaggi (su MSN, ICQ, … ) se usiamo una connessione wireless è quasi d’obbligo, non ha pubblicità, non installa malware-spyware-schifware come invece fanno le estensioni di Windows Live Messenger, non invia tue informazioni personali a Bill e company, certamente è più stabile (anche se i plug-in sono da testare con più attenzione essendo di terze parti ;), e non presenta falle nella sicurezza.

Utilizzarlo è estremamente semplice, al primo avvio inserite il vostro nome nella procedura di creazione profili, se volete usare la rete MSN inserite le informazioni del vostro account cliccando l’icona di Miranda in alto a sinistra nella finestra del programma, e scegliendo Options… -> Network -> MSN. Per connettersi è sufficiente scegliere MSN -> Status -> Online (o uno stato alternativo). In caso di dubbi esiste un ottimo supporto attraverso wiki, forum, IRC.

Inviare sms gratis da PC o (quasi gratis) da cellulare.

Sembra un argomento che agita il Web nel versante italico per cui vi dirò quel che so. 8)

JackSMS, è un programmino che si interfaccia coi servizi Web che offrono, previa registrazione, invio di SMS gratis, spesso non più di 10 al giorno. Lo provai un annetto fa e nutrivo molte speranze ma rimasi molto deluso perchè quasi tutti i servizi non funzionavano, o richiedevano che tu fossi cliente di altri servizi offerti da questi provider, per es. TIM richiede che tu sia loro cliente, una banca idem… un po’ più di fortuna si poteva avere con servizi stranieri, spesso tedeschi, che richiedevano la registrazione di una casella gratuita presso il loro portale, ma era dura perchè il tedesco non lo conosco, e comunque non mi sembravano molto affidabili. L’unico che mi diede soddisfazione era un servizio… rumeno. 🙂 Ti offriva 2 SMS al giorno verso tutti previa semplice registrazione al loro sito, e non venivi subissato da spam o robe strane.

E’ passato un annetto quindi è probabile che qualcosa sia cambiato, per cui scaricate il programma che supporta un bel numero di servizi. Ovviamente esiste anche la versione per cellulari così da poter inviare SMS a costi mooolto contenuti.

Altre applicazioni analoghe sono Skebby e Raxle, io sinceramente non le ho provate ma credo che siano valide come JackSMS, in fin dei conti questi programmi vanno bene se tu trovi il servizio giusto per te.

Per questo se non ne avete abbastanza guardate questa lista di servizi Web di invio SMS gratis che ho trovato!

Ma non è finita qui, infatto ho da poco scoperto l’esistenza di un bel programmino che permette di inviare SMS infiniti verso cellulari Vodafone, si chiama XMS Seven, fatto da un ragazzo di Gela, che sfrutta i servizi di invio MMS attraverso posta elettronica offerti da questo operatore. L’ho provato… e funziona! 🙂

Dustbuster e RegCleaner: la pulizia a portata di click.

Segnalo due programmi gratuiti per Windows utili per fare un po’ di pulizia, che non guasta se fatta ogni tanto.

Dustbuster, l’ho provato più volte e devo dire recupera un bel po’ di spazio su C: senza creare danni, ad ogni modo consiglio di tenere i dati che ci interessano in partizioni separate da Windows. Lo esegui e fa tutto da solo, zitto zitto. 🙂

RegCleaner, altro tool leggendario e non più sviluppato di cui circolano mille versioni in rete, ma io vi collego a quella giusta. 8) Anche questo fa un ottimo lavoro di pulizia del registro di sistema senza dare problemi. Sul sito dell’autore esiste ora una versione commerciale del programma. E’ immediato da usare, ma leggete comunque il file readme dell’applicazione per avere più informazioni. Utilizzo immediato: andare su Tools -> Registry Cleanup -> Do them All.

Se avete Windows Vista non credo che funzionino, dovete rigraziare Guglielmo Cancelli per questo. 😛

Sfida tra server: Apple contro Dell.

Buongiorno a tutti voi dall’uomo della Web-giungla.

Cercherò di cominciare un’opera di dipanamento della matassa che aggroviglia il Web: il dualismo Mac-PC, e per farlo cercherò di basarmi sui risultati dei benchmark, appositi programmi creati allo scopo di testare le prestazioni di un computer per poterlo paragonare ad altri. Volevo iniziare dai notebook ma poi ho fatto un cambio di rotta e ho optato per i server, lasciando spazio per i portatili nelle prossime puntate.

Quali sono i benchmark più adatti ai server? Sono quelli della SPEC, organizzazione cui aderisce anche Apple. Che siano i più indicati non lo dico solo io, lo dice AMD alla pubblica amministrazione, la quale basa su un punteggio minimo a determinati benchmark (che sono praticamente degli standard) l’ammissione della proposta di vendita di un certo sistema a una gara d’appalto.

Bene, e allora che facciamo? Dovete sapere che la Apple ha un modo tutto suo di fare i test, prende a riferimento solo… sè stessa. Infatti se andate sul suo sito e cercate ‘test’ o ‘benchmark’ troverete i soliti grafichetti a barre del tipo ‘70% più veloce del Mac scorso’. Però troverete anche dei dati oggettivi sui quali confrontarvi, quelli relativi ai test SPEC CPU2006, ma non per i MacBook, solo per i desktop-server Mac. I risultati li potete trovare sul sito della SPEC, fate attenzione che non tutti i sistemi testati hanno uguali caratteristiche per cui alcuni hanno punteggio più alto proprio perchè sono più potenti. Come noterete esistono solo i risultati dei server Apple Xserve mentre quelli dei Mac desktop non ci sono, e ovviamente la SPEC non garantisce la correttezza di risultati non pubblicati sul loro sito.

Questo post è dedicato al confronto tra il server Apple Xserve e un concorrente non-Apple. Alla fine ho deciso di selezionare un server prodotto da Dell per due motivi, la grande flessibilità che questa azienda offre nella personalizzazione dei prodotti prima dell’acquisto e il fatto che fornisce prodotti con un ottimo rapporto qualità-prezzo. Invece, se cercate di personalizzare il vostro Xserve dal sito della Apple non avrete molta scelta e soprattutto non avrete un grado di informazione elevato sui componenti. Per esempio manca il modello preciso del processore, oppure manca il nome della marca delle schede di rete, forse se le fanno fare su commissione ma chi può esserne certo? :-S

Ora presenterò le due architetture utilizzate per il confronto, seguiranno i risultati del benchmark CPU2006, i prezzi sono riportati a scopo puramente indicativo e potrebbero subire variazioni (fonti: i siti ufficiali Apple e Dell).

All’angolo dell’Xserve abbiamo:

Due processori 3.0 GHz Quad-Core Intel Xeon E5472 (probabilmente, ma non ci è dato saperlo) 2 x 6 MB cache, 1600 MHz FSB

16 GB (8 x 2 GB) RAM FB 800 MHz

Controller SATA/SAS on-board

Un disco ADM SAS da 73 GB a 15000 giri/min

ATI Radeon X1300 64 MB SDRAM con adattatore VGA

8x SuperDrive DL DVD±R DL/DVD±RW/CD-RW)

Due interfacce Ethernet 10/100/1000BASE-T (Gigabit) RJ-45 con supporto per frame Ethernet jumbo

Due porte FireWire 800, tre porte USB 2.0 e una seriale

Alimentatore singolo (2 cavi di alimentazione)

CD con tools di amministrazione

Mac OS X Leopard 10.5

90 giorni di supporto telefonico e 1 anno di garanzia

PREZZO: 6.074,17 € + IVA

All’altro angolo abbiamo il Dell PowerEdge 2950 III:

Due processori Quad-Core Intel Xeon X5450, 2 x 6 MB Cache, 3.0 GHz, 1333 MHz FSB

16 GB (8 x 2 GB) RAM FB 667 MHz

Controller SATA-SAS integrato

Un disco 3.5” SAS da 73 GB a 15000 giri/min

Scheda grafica ATI ES1000 16 MB memoria

Unità DVD 8x interna

Due schede di rete Gigabit Ethernet a una porta Broadcom NetXtreme 5721

4 porte USB 2.0 (più una interna), 1 porta seriale, 2 porte video

OpenManage Server Software con CD e documentazione

TCP/IP Offload Engine supportato su Windows Server 2003

Alimentazione singola (no cavo di alimentazione)

SUSE Linux Enterprise Server 10, 32 CPU, abbonamento supporto 3 anni

3 anni di Prosupport per IT e assistenza mission-critical in 4 ore

PREZZO: 5.569,00 € + IVA

Il benchmark SPEC CPU2006 misura la perfomance combinata del processore, della memoria, del compilatore, non del sistema operativo, della grafica o altro. Esso fornisce misure sul calcolo con interi e numeri a virgola mobile. Il test di ‘velocità’ misura appunto la rapidità nel portare a termine un singolo compito, mentre il ‘throughput’ misura la capacità di portare a termine più task in contemporanea. Maggiori informazioni nelle FAQ CPU2006.

Risultati benchmark velocità Apple Xserve:

CINT2006 22.7 (Base) Not Run (Peak)

CFP2006 19.0 (Base) Not Run (Peak)

‘Base’ significa che nella compilazione dei benchmark ci si è rigorosamente attenuti alle norme date dalla SPEC, cioè non si è smanettato con le varie opzioni di compilazione per vedere quale dava risultati migliori, ‘peak’ invece indica risultati ottenuti con un benchmark compilato ‘in libertà’.

Risultati benchmark velocità Dell PowerEdge 2950 III non disponibili.

Risultati benchmark throughput Apple Xserve (in grassetto i risultati migliori):

CINT2006 106 (Base) Not Run (Peak)

CFP2006 74.1 (Base) Not Run (Peak)

Risultati benchmark throughput Dell PowerEdge 2950 III:

CINT2006 111 (Base) 125 (Peak)

CFP2006 68.2 (Base)  75.9 (Peak)

Notare che l’Xserve ha una memoria con bus a 800 MHz contro i 667 MHz del PowerEdge 2950 III, analoga situazione per il Front Side Bus della CPU (1660 MHz contro 1333 MHz).

Per altri test il confronto diventa difficile data la mancanza di dati, per il SPECWeb2005 (test per server Web) c’è solo il PowerEdge 2950 e non l’Xserve, lo stesso dicasi per i test forniti dalla TPC (quelli per testare database server) nel loro sito compare solo il PowerEdge 2950 III tra i risultati del benchmark TPC-C.

Insomma nulla da dire sulla qualità del server Apple (ettecredo per quella cifra), però mi lascia molte perplessità la scarsa propensione al confronto con i concorrenti, notevole la presenza di Dell e Fujitsu-Siemens nei risultati dei test. Sul paragone tra le due macchine appena illustrate emerge secondo me la validità del Dell PowerEdge 2950 III, che costa circa 500 € in meno dell’Xserve con una configurazione analoga e un supporto decisamente migliore (cosa da non sottovalutare quando si parla di server). Comunque i dati sono questi e potete sempre fare i vostri ragionamenti.

Ci si legge. 🙂

Firefox non si configura da solo!

Ci devi mettere le tue mani 5(0) minuti perchè ti sia un po’ più simpatico. Io sono paranoico: odio la frammentazione dei dischi, quando faccio l’analisi del mio C: e vedo quei frammenti di file buttati alla cavolo come fossero briciole su una tovaglia, divento verde come Hulk! @-X Vabbè, non esageriamo. Diciamo che avere una partizione separata per il proprio ‘amatissimo’ Windoz è indispensabile, ma è ancora più indispensabile che le liane e le mangrovie non la soffochino. Cosa significa questo? Significa che dovete evitare come la peste tutto ciò che ci scrive dei file e poi li cancella, specie se lo fa di frequente, se no tra 6 mesi, specie sui pc non nuovissimi, sentirete un concerto di rumorini derivanti da accessi sul disco a go go, e lì il Windoz vi sembrerà una scarpa inchiodata a terra.

Ora entra in giuoco il nostro amatissimo (questo per davvero) Firefox ‘Volpe di Fuoco’ il quale pero’ ha una brutta abitudine, non rende proprio immediata la sua configurazione avanzata, infatti per riuscire a cambiare la cartella dove tiene la sua cache (i file temporanei per intenderci) bisogna scrivere una strana stringa sulla barra degli indirizzi: ‘about:cache’. Fatelo e ricordatevi di non mettere gli apici. Ora vi si mostrerà una pagina alquanto scarna che ci mostra le directory cache di Firefox, infatti se usiamo la versione 3 abbiamo anche una Offline Cache Device che sinceramente non mi risulta essere mai stata usata, per cui al momento non mi curo di dove stia. In futuro sarà usata, credo, dalle applicazioni web per poter essere usate anche quando siamo disconnessi.

Invece quella che a noi interessa è la Disk Cache Device, è lei la responsabile dei nostri dolorini! Ora per sbatterla fuori dalle scatole di Windoz, in una partizione diversa da C: (io l’ho messa in E: che è la mia partizione dati) bisogna fare un paio di robette. Digitare sulla barra degli indirizzi ‘about:config’, promettere di fare i bravi cliccando sul bottoncino che Firefox vi presenterà, cliccare col tasto destro sull’elenco che compare, scegliere Nuovo -> Stringa, inserire ‘browser.cache.disk.parent_directory’ (sempre senza apici, mi raccomando), e poi il valore di questa nuova chiave, cioè il percorso della nuova directory cache, chessò ‘E:\Firefox Cache’ (spero che abbiate capito che gli apici non li dovete mettere…). Non vi resta che riavviare Firefox e vedere con ‘about:cache’ come avete cambiato la directory cache. Di seguito vedete cosa avete aggiunto nel file di configurazione dopo questi passaggi.

Sembrerà finita ma c’è ancora un’insidia: avete la mania di aprire i file anzichè salvarli? Allora vi consiglio di andare sul Pannello di Controllo di Windoz, scegliete Sistema, selezionate la scheda Avanzate e poi cliccate sul pulsante Variabili d’ambiente. Bene, ora modificate le variabili TEMP e TMP per il vostro utente, mettete un percorso sempre in una partizione diversa da C:, tipo quello che c’è nella figura serguente.

Aspetta, ci siamo dimenticati di altri file temporanei! I cookies e la cronologia. Uff, direte voi, adesso bisogna rifare tutto. Direi di no, amici miei, fate così: voi avete una cartella che tiene i dati del vostro profilo Firefox in ‘C:\Documents and Settings\%NOMEUTENTE%\Dati applicazioni\Mozilla\Firefox\Profiles\’, il nome della cartella è casuale. Non dovete far altro che spostare il contenuto di questa cartella che tiene anche i cookies e la cronologia nonchè i segnalibri e tante altre robette in un posto fuori dalla partizione C: …

Chiudete tutte le sessioni di Firefox. Aprite il prompt dei commandi di Windoz e portatevi nella cartella dov’è installato Firefox. Ora digitate ‘firefox -p’ e si aprirà il Volpone con un wizard dedicato alla gestione dei profili. Create un nuovo profilo, selezionando la nuova directory che ospiterà la cartella dal nome casuale, rifiutando la sua proposta di metterla nel posto di default.

Ora se avviate il Firefox usando il nuovo profilo noterete che non ci sono più le estensioni che avete installato, i vostri segnalibri, i vostri temi… niente paura! Chiudete Firefox, svuotate il contenuto della cartella dal nome casuale appena creata col nuovo profilo, metteteci il contenuto della cartella dal nome casuale ‘vecchia’, riavviate Firefox, et voilà!!! Tutto come prima. La cache starà sempre dove avete deciso di metterla nella prima parte del post, infatti il file di configurazione è sempre quello vecchio. Come passo finale eliminate il vecchio profilo avviando di nuovo Firefox da linea di commando con l’opzione -p.

Ovviamente cose analoghe le dovreste fare con Internet Explorer, solo che lì è molto più semplice (almeno fino alla versione 7, che non ho installata al momento), andate su Utilità -> Opzioni Internet, nella scheda Generale cliccate sul pulsante Impostazioni sotto la sezione File Temporanei, ora scegliete Sposta Cartella…, e scegliete una cartella in una partizione diversa da C:, finito.

Poi i cookies e la cronologia li spostate così: in Windoz selezionate Start -> Esegui , digitate ‘regedit’ e navigate le cartelle seguendo questi due percorsi:

‘HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\Shell Folders’
‘HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\User Shell Folders’

In entrambe le cartelle modificate i valori dei campi ‘Cookies’ e ‘History’ e mettete i valori delle nuove cartelle.

Bene, se ci sono problemi sapete dove trovarmi, adesso torno alla mia baracca.

Alla prossima. 🙂